IL FRONTE SPINELLIANO - L'European Recovery Bond




La bandiera europea, lo sapete bene, è forte nel mio cuore.
Ho per lei un forte sentimento, nato sui libri di diritto europeo, internazionale e pubblico e diventato grande, davvero grande, il 25 marzo 2017 quando manifestavo nella Marcia per l'Europa, al 60 esimo anniversario dei Trattati di Roma. Lì, capii che dentro di me era un sogno, quello di vedere unirsi i popoli europei in una casa comune fiorente e ricca di culture ove sentirci felici, forti e al sicuro.
Capisci quando hai un sentimento se al solo pensiero di un addio, ti viene da piangere. Ecco ciò che farei se l'Europa dovesse dividersi. Piangerei.
Il nostro presidente del consiglio Conte, in questi giorni di discussioni europee, sta dimostrando di amare questa bandiera, di non calpestarla, ma di corregge i suoi errori e, soprattutto, di rappresentarla.
Non è minacciando il divorzio che si ottiene il matrimonio perfetto, ma vivendo da esempio e utilizzando ogni strumento legale a disposizione per vincere la partita, vincere l'emergenza e dare, così, un nuovo corso alla nostra comunità europea trasformandola, almeno di fatto, in una comunità di cittadini in cui sentirci protetti.
È questo che mi aspetto da un grande leader europeo, e Conte sta dimostrando di esserlo.
Con lui Francia, Spagna, Irlanda, Belgio, Grecia, Portogallo, Lussemburgo e Slovenia, e diversi altri Stati che via via si uniscono.
Sta per accadere il passaggio, lo vedo già.
Quel passaggio da una Europa finanziaria (teorizzato dalla scuola Monnet) ad una Europa dei Cittadini (teorizzata da #Spinelli).
Una vera casa comune, il sogno europeo ove sentirci al sicuro.
Questo passaggio ha un nome, european recovery bond, cosiddetto coronabond, da 500/750 miliardi di liquidità immediata alle imprese ed ai cittadini in sofferenza.
Non è un' azione della BCE, che da Statuto non può farlo. È una azione che può fare la Commissione europea, con la banca europea degli investimenti.
I coronabond si devono fare, si devono fare adesso e le imprese italiane ed europee colpite ne devono da subito beneficiare.
Questa misura finanziaria, così ampia, così concreta e immediata, salverà le nostre imprese, i nostri mercati, i nostri cittadini.
E non solo.
Questa misura porterà gli Stati ad una unione fiscale e a terminare il processo di integrazione, passando dall'Europa finanziaria e dei mercati, ad una Europa dei Cittadini.
Questo momento è il momento di non ritorno, è il passaggio dall'Europa delle divisioni all'Europa unita, dalle istituzioni lontane alle istituzioni vicine al cittadino, dall'Europa della finanza all'Europa della cittadinanza.
Nessun piccolo Paese è in grado da solo di applicare questa misura enorme.
Solo l'Unione europea, unita, può farlo.

Mirko Marangione

Cirié 29 marzo 2020


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