Sul termine "Quatergenerazione", riscontro del magazine "Lingua italiana" Treccani sezione Domande e risposte.

DOI di nascita del termine: Marangione, M. (2026). Theoria Structurae Matricis Quatergeneratae (Th.S.M.Q.). Fundamenta in Philosophia Analyseos Technicae Diagrammatum Linearium et Candelarum Iaponicarum (1.0). Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.19653616 Argomento Creare un termine nuovo, secondo regole linguistiche precise, è una responsabilità molto grande che ho vissuto in questi mesi con attenzione. La formulazione è nata dall'esigenza di descrivere un fenomeno specifico per il quale non ho rinvenuto nel lessico italiano corrente un vocabolo idoneo. Dal punto di vista etimologico, il termine deriva dall'unione dell'elemento latino «quater» (quattro volte) e del sostantivo «generazione», con il significato letterale complessivo di «processo di generazione articolato in quattro fasi o stadi generativi o quattro transizioni».  Nel contesto della ricerca citata, il "Principio di Quatergenerazione" indica il principio secondo cui un fenomeno ricorrente e trasver...

Porzione di ricchezza diffusa







In una comunità,

se i multimilionari diventassero ancora più ricchi e nello stesso tempo i medi diventassero meno abbienti si avrebbe come conseguenza un aumento degli investimenti nelle borse internazionali a fini speculativi, un aumento di capitali nelle banche estere, un aumento di investimenti all'estero. Un aumento di ciò che un super danaroso desidererebbe fare con una ulteriore super cassa. Questo avrebbe come conseguenza logica una riduzione drastica di moneta corrente, una riduzione drastica di investimento reale e naturalmente di lavoro. Diminuirebbe il PIL, aumenterebbe la forchetta PIL - debito pubblico, aumenterebbe lo Spread, aumenterebbero i poveri per la necessità di aumentare la spesa e le tasse. Si registrerebbe un lento ma costante impoverimento generale della comunità.

Se invece che aumentare esponenzialmente la cassa di pochissimi multimilionari aumentasse il numero di persone ricche o benestanti si avrebbe come conseguenza un aumento della spesa reale in beni, un aumento di nuove startup, un accrescimento delle imprese esistenti a caccia di nuovi guadagni all'estero,un aumento delle costruzioni, del settore culturale e turistico, una nuova redditizia linfa per le intelligenze professionali (commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, etc), ed un 20/25% di nuovo capitale investito in risparmio gestito e dunque in mercato finanziario.

Nel secondo caso la ricchezza sarebbe esponenzialmente maggiore e produrrebbe anche maggiore PIL nazionale che abbasserebbe notevolmente la forchetta PIL - Debito pubblico, farebbe crollare lo spread e darebbe allo Stato la possibilità di intervenire alla maniera Keynesiana per completare l'opera e far fiorire l'occupazione ad una nuova età dell'oro. L'immigrazione sarebbe molto favorita e desiderata per richiesta di forza lavoro e validi intermediari verso nuovi mercati emergenti.
Sembra chiaro che in questo secondo contesto anche i multimilionari avranno da guadagnare, e molto, ma non nel breve e medio periodo bensì nel lungo periodo essendosi creato un sistema di arricchimento generale che si svilupperebbe in un tempo più o meno lungo e che andrebbe certamente a favorire anche i primi summenzionati.

Così io umilmente penso ed è traducibile in "Porzione di Ricchezza Diffusa".

Con amicizia,
Mirko Marangione