REVOLUTION


Paternoster Square, London Stock Exchange


Da piccolo pensavo che la Repubblica, la democrazia, i diritti fossero cose immodificabili.

Da giovane pensavo che fossero stati conquistati col sangue e pertanto amati da tutte le coscienze anche odierne.

Da adulto ho cominciato a capire perchè Mazzini fallí e perchè oggi tutto puó fallire.

L'asticella dei diritti e della democrazia è strettamente dipesa dal benessere diffuso e dal sogno nel cassetto.

Se comincia a mancare questo i popoli si potrebbero infuriare anche contro i propri diritti conquistati da persone oggi non piú esistenti se non nella memoria.

La Repubblica e la democrazia, il liberismo, i diritti hanno vinto sulla base di un benessere promesso e diffuso.

Nessuno Stato puó conservare un clima di pace se mancano i fondamentali (pane e sogni) ad una fetta troppo elevata di popolazione.

È questo semplice principio che deve essere ben compreso dalla finanza capitalista e dalla politica.

Nessuna ricchezza e nessun benessere privilegiato è al sicuro se la popolazione insorge veramente. Neanche la ricchezza di una Costituzione e di uno stato di diritto.

Inutile girarci intorno, basta leggere "il film della crisi" (per fare un esempio) e ci si rende conto dove sono andate a finire le ricchezze del ceto medio, medio basso, medio alto.

Cosa pensavo nel 2011 resta esattamente anche oggi.

Non è l'auto blu o la piccola percentuale dello stipendio di un politico a salvare il Paese da una mancanza di liquidità a medio-alto, medio e medio basso livello.

Purtroppo mentre penso e dico serenamente queste cose penso anche che "abbiamo" creato un sistema economico mondiale per cui la politica è sempre seconda al capitale e sempre tale rimarrà.

L'aver tolto i finanziamenti pubblici ai partiti è stato l'ultimo colpo di grazia tale per cui oggi la politica è solo dei ricchi(ssimi) perchè solo i ricchi(ssimi) possono organizzare campagne politiche su scala nazionale e sobbarcarsi i costi di un decennio di propaganda (dopo i quali iniziano ad arrivare i frutti).

Neanche peró possiamo pensare piú ad una politica disfattista e nazionalpopolare. Non possiamo farlo perchè il Paese, qualsiasi Paese, oggi, verrebbe ridotto in povertà ed emergenza umanitaria se mai dovessimo muoverci su strade anticapitalistiche e non liberiste.

Unica soluzione, a mio avviso, sarebbe quella di costruire una valida rete politica, economica, intellettuale e sociale internazionale, supportata da capitalisti umanisti (e ce ne sono, Adriano Olivetti ne è un grande esempio) che guardino al futuro dei popoli. Un futuro in cui si costruisca un sistema economico ove le ricchezze vengano redistribuite in modo tale da garantire un minimo dignitoso sotto il quale sarebbe economicamente (e non coattivamente) impossibile scendere se non per propria volontà.

Un popolo sereno è un popolo che studia, ricerca e crea davvero il futuro delle nazioni. Non è un caso che scienza e tecnologia nei decenni di benessere diffuso sono volati incredibilmente.

Abbiamo da sconfiggere molti mali e rischi.

Tanto per essere chiari e sinceri: non sappiamo cosa succederà quando scoppierà uno dei 5 grandi crateri vulcanici della terra (di cui uno è Pozzuoli, 15km di diametro), non sappiamo cosa succederà quando i batteri resisteranno agli antibiotici, non sappiamo cosa succederà quando il clima si abbasserà, il petrolio finirà, etc etc.

Abbiamo molto da studiare, costruire, migliorare. Abbiamo molto da capire su Marte, (dove recentemente hanno scoperto esserci acqua marina). Abbiamo molto da fare nei nostri continenti e molto da riconvertire e rivoluzionare.

Non si puó fare in un clima di guerra civile, di disfattismo, di incertezza, di depressione civile.

Il paradiso esiste ed è il nostro Pianeta di cui molte chiavi ancora non conosciamo ma un giorno, forse non troppo lontano, conosceremo.

Mirko Marangione

Leggi "porzione di ricchezza diffusa":
https://www.mirkomarangione.eu/2018/06/la-ricchezza-diffusa.html?m=1

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