Quando i cittadini guidano la democrazia. Napoli, i giovani italiani e il referendum 2026.

  Immagine generata con IA Quando i cittadini guidano la democrazia. Napoli, i giovani italiani e il referendum 2026. Lettera aperta. In questa lettera provo a fare un lavoro di coerenza, come cittadino semplice, senza presunzione di esaustività, mettendo insieme un flusso di 19 punti di riflessione personali.   NAPOLI 1.   Dati ufficiali stabiliscono che il No dei cittadini napoletani all'ultimo referendum 2026 è stato il dato più alto d'Italia (oltre il 75%) 2. Il No dei cittadini di tutta la Provincia di Napoli è stato il più alto d'Italia (oltre 71%). 3. Il sentimento democratico descritto nei principi fondamentali della Costituzione italiana ha molta storia nel cuore del popolo napoletano. Il progetto di Costituzione napoletana del 1799 è a mio avviso materno verso la Costituzione italiana. Ne ho scritto sul Nuovo Monitore Napoletano nell’articolo “Forsan et haec olim meminisse iuvabit”. 4 . La Rivoluzione partenopea del 1799, materna verso i partig...

Porzione di ricchezza diffusa







In una comunità,

se i multimilionari diventassero ancora più ricchi e nello stesso tempo i medi diventassero meno abbienti si avrebbe come conseguenza un aumento degli investimenti nelle borse internazionali a fini speculativi, un aumento di capitali nelle banche estere, un aumento di investimenti all'estero. Un aumento di ciò che un super danaroso desidererebbe fare con una ulteriore super cassa. Questo avrebbe come conseguenza logica una riduzione drastica di moneta corrente, una riduzione drastica di investimento reale e naturalmente di lavoro. Diminuirebbe il PIL, aumenterebbe la forchetta PIL - debito pubblico, aumenterebbe lo Spread, aumenterebbero i poveri per la necessità di aumentare la spesa e le tasse. Si registrerebbe un lento ma costante impoverimento generale della comunità.

Se invece che aumentare esponenzialmente la cassa di pochissimi multimilionari aumentasse il numero di persone ricche o benestanti si avrebbe come conseguenza un aumento della spesa reale in beni, un aumento di nuove startup, un accrescimento delle imprese esistenti a caccia di nuovi guadagni all'estero,un aumento delle costruzioni, del settore culturale e turistico, una nuova redditizia linfa per le intelligenze professionali (commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, etc), ed un 20/25% di nuovo capitale investito in risparmio gestito e dunque in mercato finanziario.

Nel secondo caso la ricchezza sarebbe esponenzialmente maggiore e produrrebbe anche maggiore PIL nazionale che abbasserebbe notevolmente la forchetta PIL - Debito pubblico, farebbe crollare lo spread e darebbe allo Stato la possibilità di intervenire alla maniera Keynesiana per completare l'opera e far fiorire l'occupazione ad una nuova età dell'oro. L'immigrazione sarebbe molto favorita e desiderata per richiesta di forza lavoro e validi intermediari verso nuovi mercati emergenti.
Sembra chiaro che in questo secondo contesto anche i multimilionari avranno da guadagnare, e molto, ma non nel breve e medio periodo bensì nel lungo periodo essendosi creato un sistema di arricchimento generale che si svilupperebbe in un tempo più o meno lungo e che andrebbe certamente a favorire anche i primi summenzionati.

Così io umilmente penso ed è traducibile in "Porzione di Ricchezza Diffusa".

Con amicizia,
Mirko Marangione