Il sogno europeo in un gran caffè di Napoli.


Uno dei 16 dipinti della serie "Dogs Playing Poker", Cassius Marcellus Coolidge, USA

Le idi belle e raggianti iniziano magnifiche. Già, mi piacerebbe incontrare Giuseppe Mazzini, dargli una pacca sulla spalla, offrirgli un bel caffè e dirgli che è blu, la Bandiera è blu con dodici stelle ed ha una base democratica.
Poi vorrei incontrare Immanuel Kant ed invitarlo allo stesso tavolo. Dirgli che ci stiamo arrivando. Ci stiamo arrivando a quello che lui ha visto nascere in America e che prospettava anche in Europa: gli Stati Uniti.

In quattro è il tavolo dell'amicizia, dunque vorrei incontrare Altiero Spinelli e dirgli che il suo sforzo è vivo, e vive in centinaia di persone e manifestazioni, vive nel meraviglioso MFE.

In sei si sta meglio perchè diventa un caffè letterario. Dunque vorrei incontrare Carlo Cattaneo e Charles Lemonnier e dir loro che la Capitale de facto è Brussels ed è stupenda.

Vorrei peró che si aggiungessero Giovanni Agnelli e Adriano Olivetti. Eccoli! Stanno confabulando di Europa unita. Direi loro che le guerre fratricide sono finalmente finite e che con la mia tessera sanitaria posso curarmi in tutti gli stati dell'UE.

Con anche Adriano e Giovanni al tavolo sarebbe una gran festa! Dunque ordinerei un bel caffè corretto e in tazza bollente proprio con loro. Ne ordinerei uno anche per il tedesco, Immanuel. Gli piacerà.

Ma non sarebbe certo un quadro al completo!

Mi piacerebbe, infatti, che si aggiungessero al nostro tavolo festoso anche Winston Churchill, Charles De Gaulle, Robert Schuman, Alcide De Gasperi, Salvador de Madariaga. A lor Signori, direi con orgoglio e felicità che un piccolissimo frammento in conseguenza di quanto hanno creato sono anche io e ne sono fiero. "C'è ALDA, cari amici, che rende viva e nel presente la nostra Utopia ed è amata figlia del Vostro caro Consiglio D'Europa".

Orbene, in tale sogno, quanti saremmo? Beh direi una bella comitiva. Ma prima di ordinare qualcosa di forte, gradirei che si aggiungessero al tavolo Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, Thomas Mann, Sigmund Freud, Albert Einstein, Paul Valery a cui parlerei a lungo dell’ALDE e dei movimenti politici paneuropei che stanno nascendo.

Ma se questo sogno fosse una storia da raccontare?

"Boh, ci siamo! Cameriere, per piacere, qualcosa di forte per i miei amici" - esclamai in tutta allegria, mentre disponevo una scatola di Nobile per tutti.

Il cameriere non si lasciò perdere occasione e portò del cognác; servì gli ospiti parlando in angloamericano, e facendo battute in francese.

“Beccato amico mio” gli dissi subito! Del resto aveva vissuto anche in USA. "Jean, non temere, l’Europa è salva ed ha molti suoi figli che la difenderebbero fino alla fine. Il processo di integrazione è iniziato." Era Jean Monnet.

“BENE AMICI!” - esclamai alzandomi in piedi - propongo un bel brindisi con questo cognàc di Jean!
“A chi proponi, mio giovane amico?” rispose Altiero.

“Ad una donna giovane nostra amica che non puó piú essere fra noi”
“Oh e come mai, di chi parli?” disse Thomas.

“Ella fu uccisa perchè amava tanto quel che noi tutti qui amiamo, l’Europa, e risiedeva in un Paese che ha deciso proprio recentemente di uscire dal progetto di unificazione.”

In un lampo si alzó Winston Churchill ed esclamó con voce nervosa e preoccupata: “Joe, Joe Cox...”.
“Si Winston, parlo di lei e vorrei dirti di non preoccuparti, i nostri fratelli europeisti britannici non saranno MAI da noi abbandonati. Faremo sentire loro che l’Europa unita dei Popoli è e sarà sempre la loro famiglia.”
Dopo un minuto di silenzio, Monnet versó il suo cognàc a noi tutti ed esclamó:”In alto i calici amici, a Madame Joe Cox e ai giovani difensori della Pace che verranno!”

Erasmo esclamò: "Sancte Socrates, ora pro nobis", e tutti:"Prosit!”

D'un tratto si levò una voce dal tavolo accanto: "Ragazzi, chi vi ha dato il permesso di bere senza Joe?"
Mi girai e con sommo entusiasmo capii che era proprio lei, Joe, che sorrideva ed univa il suo tavolo di amiche ed amici al nostro. Fu una grande gioia per me vederli tutti in una sera nel calore e nell'amicizia che la città Partenopea sapeva e sa tutt'ora offrire. Al suo fianco, riconoscevo il viso di Eleonora, lo sguardo di Giordano e di Jorge Mario.

"Perdonerete l'irriverenza, ma non sarebbe un gran sogno se unite solo due tavoli e lasciate noi altri a guardarvi da qui. Proponiamo l'Unione dei tavoli in festa!" dissero due fratelli con uno strano accento, un po' buffo, tra il veneziano, il calabrese ed il 'greco'...

In quel gran caffè vicino al mare dal gusto anni ‘70 e '80, al sole mio di Napoli e Odessa, in un via vai di nuovi amici e passanti, passammo una serata Magnifica.

Mirko Marangione
Torino, 15 aprile 2018


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