Autobiografia di Mirko Marangione



Mirko


Premessa

Recenti sviluppi in merito a diverse collaborazioni con conseguenti manifestazioni al pubblico hanno reso necessario scrivere un post sul mio conto, raggiungibile da chiunque. Ebbene, l'ho fatto a modo mio, inserendo elementi che sono fuori la sfera prettamente professionale, e dentro la sfera emotiva e caratteriale. Non ha senso parlare di sè e di quel che si fa, senza dire chi si è dentro. Lo trovo un modo freddo e novecentesco, fondamentalmente inutile in quanto i ruoli sono vivi se dentro di essi vi sono persone, e non macchine.

Biografia di Mirko Marangione  

Sono nato da padre leporanese e madre napoletana e sono cresciuto nel Salento a Leporano (TA), per poi trasferirmi 10 lunghi anni a Roma, 5 anni a Napoli, 2 anni e mezzo a Torino nel Canavese, prima di ritornare nella Capitale. 


Le attività in corso . aggiornamento febbraio 2021

Da settembre 2020 collaboro con lo Studio legale Anna Maria Palmigiano & Partners, in Roma. Lo Studio, mediante una collaborazione con diversi professionisti, è in grado di offrire consulenza ed assistenza multidisciplinare a persone fisiche e giuridiche, patrocinando sino in Corte di Cassazione e presso le giurisdizioni superiori. 
In precedenza, ho svolto una proficua esperienza formativa in due studi legali, lo Studio Legale Giannone (Torino-Ivrea-Biella-Aosta) e lo Studio Legale Ranucci & Partners di Napoli.

Da marzo 2020 sono Ambasciatore dell'Associazione Europea per la Democrazia Locale ALDA. Nel corso del 2020 ho avuto una delega di rappresentanza in Italia. Dal 2021 la delega è stata notevolmente ampliata, escludendo limiti territoriali, in linea con l'agenda programmatica 2020-2024.

ALDA è stata fondata nel 1999 su iniziativa del Consiglio d'Europa per coordinare e supportare la rete di agenzie di democrazia locale (ONG autosufficienti e registrate localmente) che agiscono come promotori del buon governo e dell'autogoverno locale. Oggi ALDA è una delle principali parti interessate nel campo della democrazia locale, della cittadinanza attiva e della cooperazione tra le autorità locali e la società civile, riunisce più di 300 membri (tra cui autorità locali, associazioni di autorità locali e organizzazioni della società civile) provenienti da oltre 40 Paesi. ALDA è finanziata tramite quote associative, nonché finanziamenti di progetti dalla Commissione europea, dal Consiglio d'Europa e da altri donatori pubblici e privati. 

Sono fondatore e Presidente dell'Associazione Le cose che vanno International, organizzazione senza scopo di lucro della società civile basata su principi democratici. Essa opera per promuovere progetti volti ad aumentare il benessere socio-economico-culturale della comunità, rafforzare i diritti dei cittadini e del territorio, sostenere le realtà locali. È fondata sul Manifesto dei Principi ispiratori, espressione di un modo di agire positivo e proattivo. Supporta liberamente altre realtà associative o di altra natura che incontra a livello locale, europeo, internazionale a condizione che siano positive e utili per la comunità. Si propone di lavorare nell' eurodimensione all'interno di ALDA - Associazione Europea per la Democrazia Locale. La co-programmazione, la cooperazione e la co-progettazione, l'innovazione sono le chiavi fondamentali del lavoro dell'Associazione. In essa nascono diverse idee fortemente innovative e rivoluzionarie. E' consigliato collegarsi al sito internet per leggere quanto in divenire.

Scrivo di Filosofia e Cultura sull'autorevole rivista storica Nuovo Monitore Napoletano, risalente alla rivista rivoluzionaria partenopea del 1799, fondata da Eleonora Pimentel Fonseca e ricostruita e diretta oggi dalla storica Prof.ssa Antonella Orefice. Alcuni dei miei più recenti articoli sono "Diritti umani. Filosofia e tutela internazionale" (con cui si descrive la nascita decentralizzata e globale delle filosofie alla base dei diritti umani),  “Pan-etica” (con cui supera l’antropocentrismo nella morale), e “Liberi Pensieri per Giordano Bruno” (dove all’ultimo capoverso è pubblicata la filosofia alla base dell’associazione Le cose che vanno International).

Gli Studi 

Ho svolto gli Studi classici al Liceo Classico Tradizionale Archita di Taranto. Indubbiamente la Filosofia era la mia materia preferita, unitamente al Latino ed al Greco antico.

Ho conseguito con successo un corso in "Droits de l'Homme" erogato dall' Université de Genève.

Sono laureando magistrale in Giurisprudenza, con tesi sperimentale in Diritto processuale amministrativo, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Dentro le fluide logiche del diritto, a mio modesto dire, vi sono come dei "giochi intellettuali", in quanto esso è mosso al suo interno da principi vivi, immateriali, in continua evoluzione. Probabilmente è proprio questa mia visione del diritto come Filosofia in continua evoluzione che mi ha fatto nascere una forte attrazione per tutto il Diritto, in una visione d'insieme.

In quanto al diritto applicato al caso concreto, la mia visione cambia, o meglio, si perfeziona, traducendo l'"infinito" predetto nel finito, e dunque, traducendo l'infinitezza nella libertà di agire consapevolmente. Il fine del diritto applicato è rendere l'essere umano libero di progettare, conoscere, scoprire, realizzare, vivere in pace e prosperità, in perfetta armonia con la natura, di cui è parte.

Ho frequentato con successo il corso intensivo in europrogettazione e programmazione europea erogato dall'ALDA - European Association for Local Democracy ed aggiorno la sua formazione in tale materia periodicamente.


Il Salvataggio 

Mia foto di spalle, anno 2009

Sono stato capo del servizio degli assistenti bagnanti per oltre 15 anni. Il lavoro di Salvataggio è rimasto vivo nel mio istinto, anche in situazioni improbabili. Vi racconto una situazione vissuta recentemente. Mentre ero seduto al tavolo di un ristorante sito in Aosta con la mia compagna, mi sono trovato, in un istante, senza alcuna riflessione fatta, in puro istinto e in meno di un secondo, dallo stare seduto al tavolo, all'ingresso del ristorante a parlare con la mia compagna, al punto in cui avevo visto con la coda dell'occhio un uomo inciampare e cadere a terra, e che precedentemente deambulava con difficoltà motorie. Una reazione istintiva, che non posso modificare e che credo mi accompagnerà finché avrò riflessi e attenzione per ciò che mi circonda. MA questo ha una sua origine, una sua spiegazione, una cd. deviazione professionale.

Durante il mio lavoro di Salvataggio in mare e piscine, infatti, ero molto premuroso ed attento alle criticità. Avevo piena consapevolezza dei miei limiti ed una buona dose di paura. In generale sapevo bene che il salvataggio vero non è quello che si vedeva con Mitch di Baywatch (nonostante al liceo mi chiamassero così!). Pertanto, lavoravo molto sulla prevenzione. Avevo imparato ad osservare i bagnanti ed a capire chi poteva incorrere in situazione di pericolo. Una sorta di calcolo delle probabilità, veloce, costante, istintivo, che avveniva mentre osservavo la zona di responsabilità.
Nel tempo avevo constatato che i bambini dai 3 ai 5 anni erano coloro i quali bisognava osservare con assoluta attenzione, in quanto ancora del tutto inconsapevoli del pericolo di vita ed "esplosivi", imprevedibili, nei movimenti.
Avevo anche constatato che i giovanissimi dai 12 ai 14 anni erano nell'età della vivacità mista alla poca dimestichezza con il pericolo, tuttavia, essi erano anche nella età in cui si iniziava a ricercare figure di esempio da seguire, anche fuori dall'ambito familiare. 

Pertanto, è vero che spesso la loro vivacità era per me - dato il mio ruolo di operatore della sicurezza e del salvataggio - fonte di preoccupazione, ma capitava piuttosto spesso, altresì, che durante il mio servizio di guardia, si comportavano benissimo, perché, a loro dire, "mi rispettavano, in quanto ero un bagnino corretto, uno giusto".

Inutile dirvi che in fin dei conti ero io che avevo un debole per queste "piccole pesti", mica loro! Perchè specie nei villaggi si era come una sorta di comunità e finivi sempre per affezionarti a quel caos di urla e schiamazzi, che nella sostanza, per me, significava vitalità, socialità, positività ed allegria.

Alcuni ragazzi erano davvero straordinari, come carattere e potenzialità. Ad esempio, ve n'era uno in particolare, Francesco, che era un ragazzino molto ribelle, ma anche molto rispettoso della comunità, dell'etica, dei valori familiari e delle regole. Un bambino che certamente sarebbe diventato un uomo dai tratti e dai valori, tanto di forza, quanto di lealtà.

Il primo salvataggio da annegamento lo feci a Riva dei Tessali, Castellaneta marina. Era una bambina inglese nell'età fra i 4 e i 6 anni. Dopo il salvataggio fu un grande abbraccio da parte dei genitori verso di me e vollero "per forza" offrirmi una cena, denaro, cose del genere.

Risposi che avevo solo fatto il mio dovere, che ero molto contento di averlo fatto e che avrei acconsentito solo ad un simbolico caffè.

Vita.


Il Pugilato, il Rap e le Arti 


Mia foto. Anno 2015
Ho praticato il pugilato. La Scuola Boxe Attilio Volpe è stata la mia prima scuola di pugilato. Era un periodo molto duro della mia vita e trovavo in quella palestra motivo di rinascita interiore e riscatto. Questo, unito alla passione per il pugilato, mi portava ad allenarmi per oltre 4 ore al giorno.

"Non avevo limiti. Ero un continuo allenarmi. Il Maestro, notato ciò, diceva: "A Mì, io so quanno vieni ma nun so quanno te ne vai. Aó Sei nà Tigre". Il Maestro Attilio Volpe è un grande leader e motivatore ed è una persona molto sensibile. Sono assolutamente sicuro che aveva intuito il mio bisogno di quella palestra e dei guantoni, e sono convinto che ha fatto il suo, perfettamente, nel suo ruolo. Ricordo che quando lasciai Roma per Napoli mi scrisse 'Questo non è solo l'augurio di buono studio, ma di buona vita. Il Maestro'. Quell'sms ce l'ho stampato nella memoria visiva, riflesso sul nokia 3310. Il cell me lo aveva prestato il mio amico Ivano".



Oltre al pugilato, un'altra mia grande passione era ed è tutt'ora il rap. Ho scritto diversi testi social rap in lingua inglese e italiana per un disco, Made in Italy che sarebbe dovuto essere una trilogia (mai pubblicato) con lo pseudonimo "Gemini". Ascolto con passione anche il nu metal, il rock progressivo, il soul rock, il jazz, e la musica anni '60 '70 '80. Tupac Amaru Shakur, Eminem, Franky Hi NRG, Muse, Noyz Narcos, Limp Bizkit, Korn, Imagine Dragons, Beatles, Metallica, The Constellation, Kaleo, The Bones of J. R. Jones, The Heavy, e tanti altri artisti mi hanno dato la giusta dose di coraggio, necessario ad una vita in equilibrio fra ragione e istinto, fra mente e corpo, fra utopia e realtà. La musica, a mio modesto parere, appartiene alla sfera dell'istinto, dell'anticonformismo, dell'uscita dagli schemi, ma anche del coraggio, del bisogno di darsi forza nei momenti difficili e relax nei momenti "troppo" positivi ed esplosivi. Sono amante del Teatro dell'Opera, della musica classica, della musica epica. Tosca e Traviata i miei preferiti. 

L'arte e i libri sono per me occasione di crescita della consapevolezza. Amo leggere libri biografici o che raccontino storie importanti, dal quale possa trarre delle risposte. Sono però consapevole che risposte assolute non ci saranno mai: "E' il bello del dubbio, dell'ignoranza e della contaminazione creativa, dell'irrequietudine, della costituita eterna giovinezza".


Influenze intellettuali 

A livello intellettuale trovo ispirazione in diverse personalità della storia e dei giorni nostri. Tra di esse menziono Socrate, Platone, Federico II, Giordano Bruno, Friedrich Nietzsche, Eleonora Pimentel Fonseca, Giuseppe Mazzini, Altiero Spinelli, Aldo Moro, Umberto Nobile, Martin Luter King, Mahatma Gandhi, Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Umberto Nobile, Camillo e Adriano Olivetti, Gianfranco Martini, Winston Churchill, Joe Cox, Alcide De Gasperi, Rita Levi Montalcini, Ledo Prato, Piero Formica.

E' impossibile scrivere di questi grandi nomi in un paragrafo. Mi piacerebbe scrivere un testo a parte su di loro, un giorno. Sono tutti molto importanti."

La famiglia 

Sono cresciuto in un famiglia con forti valori, sia paterni che materni. Mio padre è stato comandante della Polizia Municipale e ci ha insegnato l’importanza dell’onesta e della legge, ma anche la passione per la musica e l’arte oratoria. Mia madre, invece, la passione per i libri, la ricerca e l’arte e, indirettamente, per la filosofia, la poliedricità, l’utopia, la forte ed incrollabile tenacia per lo studio. Entrambi sono stati per noi, forti esempi dei valori di solidarietà e aiuto al prossimo. Può dirsi che il progetto “Le cose che vanno” nasce qui. Mio fratello Antonio ha intrapreso la carriera di ingegnere e conserva anche lui una forte componente intellettuale creativa. 

"Quand'ero piccolo mio padre e mio fratello erano un esempio. Questo soprattutto nella mia età della preadolescenza quando stavo diventando ometto e lasciavo l'età infantile. Tendevo molto ad imitarli. Io credo che sia stata una grande fortuna per me poter avere due modelli da cui apprendere, a cui però si aggiunge mio nonno paterno. Solo nell'età della filosofia, intorno ai 15 anni, ho iniziato ad ampliare i miei modelli e ad avvicinarmi moltissimo anche ad altri parenti, tra cui i miei zii materni e Massimiliano."


Gen. Umberto Nobile
Un pro-zio nella Storia d'Italia. 

Nella mia storia familiare c'è un nome che ha sempre attratto il mio interesse sin da bambino, in modo molto particolare, ed è Umberto Nobile, Generale dell'Aeronautica militare, docente universitario, membro dell'Assemblea costituente, zio di mia mamma. 

Umberto Nobile propose in votazione, con Firrao e Colonnetti, "La Repubblica promuove la ricerca scientifica e la sperimentazione tecnica e ne incoraggia lo sviluppo". Tali parole divennero l'art.9 della nostra Costituzione italiana. 

Dio mi perdoni se questo paragrafo possa sembrare oltre ciò che desidero comunicare, ovvero, il puro amore che provo per i principi fondamentali della Costituzione italiana, per la cultura e la ricerca.



Zio Giancarlo Nobile

Una ulteriore figura con cui da sempre ho cercato dialogo e confronto, è Giancarlo Nobile, fratello di
mia mamma, già Presidente del CSDE Centro Studi e Documentazioni per l'Ecologia, Economia, Educazione e Scienze Sociali, Presidente della Consulta Napoletana per la laicità delle Istituzioni. Egli è stato tra i primissimi studiosi ecologisti italiani a lanciare già negli anni ‘70 l’allarme climatico e dell’inquinamento e a sostenere l’aspetto fallimentare del sistema economico ed energetico fondato sulla crescita costante dei consumi e dello sfruttamento delle risorse. Si può affermare che G. Nobile è stato tra i primi studiosi contemporanei a prospettare un sistema economico e sociale fondato sul rispetto del pianeta e delle risorse in una ricerca costante tra l'esosistema umano e l'ecosistema naturale, che favorisse processi di riciclo, di energia alternativa, di lotta agli sprechi e di economia circolare. La Ricerca è l’unica vera possibile chiave di superamento dell’attuale modello scientifico, sociale, civile ed economico.

Il Napoli

Dulcis in fundo, ad alimentare la mia metà napoletana c'è il Napoli calcistico. Sport a me sconosciuto, ad esso totalmente disinteressato fino a quando nella mia vita non è arrivato il mio caro suocero, Pasquale, che, fra le tantissime cose, mi ha insegnato tutto sul Napoli e sul mondo del calcio, sia sul piano sportivo che amministrativo, tanto da farmi appassionare.

Il futuro

Non vedo la strada oltre un metro, ma ho perfetta nella mente la chiara immagine dell'orizzonte. La strada, la costruisco camminando.

1a pubblicazione: Ciriè, 08 aprile 2020  
Ultima modifica: Roma, 25 febbraio 2021                                                            

Mirko Marangione

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