NORD E SUD. L'ITALIA CHE SI UNISCE.



La mia esperienza al nord è ufficialmente conclusa.

Quando nasci in un piccolo paese della provincia di Taranto nel versante salentino, Napoli è già nord. Figuratevi sotto le Alpi nel Piemonte Canavese! 

Dopo aver vissuto dieci anni a Roma e cinque anni a Napoli la vita mi ha portato sotto le Alpi nella pianura padana che precede proprio la famosa catena montuosa.

Diversi borghi storici caratterizzati da costruzioni fortificate e Chiese medioevali si ergono in mezzo a foreste, montagne, fiumi, laghi.

Tecnicamente è pianura, ma circondata da montagne. 

Per me, nato nella pianura del Salento, circondata dal mare e super ventilata, con fiumi che, per la maggior parte, sono corsi d'acqua sotterranei,  la differenza è molto alta.

Oltre alla morfologia del territorio, naturalmente, le differenze sono varie: la cultura locale è diversa, gli orari che scandiscono la vita sociale sono diversi, l'accento e il dialetto sono diversi, il modo di fare è molto diverso.

Anche le strade limitrofe ai comuni sono diverse. Fabbriche, piccole e grandi imprese dominano gli hinterland. Eppure, l'agricoltura e la produzione derivata non hanno lasciato vincere l'industria. Si sono evolute in aziende agricole, hanno assorbito il mutare dei tempi adottando accorgimenti dettati dalle esigenze dei consumers, adottando, dunque, logiche tipiche dell'impresa. Per una agricoltura, quella italiana, dominata e asservita per secoli soprattutto alla nobiltà, poi, in diversi casi, abbandonata dai giovani agricoltori per la vita cittadina e di fabbrica, è stata, a mio avviso, una enorme rivoluzione. 

Infine, specie negli ultimi 20 anni il turismo ha rafforzato il suo sviluppo, esattamente come la Cultura. Mi piace partire dalle reti di Biblioteche intercomunali ottimamente gestite, fino a parlare dei diversi teatri, musei ed eventi culturali che stimolano la popolazione a brillare verso il futuro.

Eppure.

Eppure quelle del nord sono terre che oggi soffrono silenziosamente, che vivono enormi difficoltà anche economiche e finanziarie e che, se vi dicessi che sono le stesse difficoltà che vivono i concittadini a 1000 km più a sud, rimarreste, io credo, molto colpiti come me.

Certamente c'è una parte che lotta e che studia tecniche di internazionalizzazione, che cerca di  costruire una posizione forte nel mercato internazionale giocando un ruolo da protagonista. Innovazione, sviluppo, tecnologie avanzate, manifattura e tecnologia d'avanguardia, sono solo alcune delle voci per raccontare piccole aziende di zona, oggi, diventate inimitabili.

È nel Piemonte che viene costruito uno dei SUV più costosi al mondo, ad esempio.

È del Piemonte uno dei più grandi gruppi bancari europei.

È nel Piemonte che vi sono diverse aziende leader anche nei filati, nella sicurezza, nei servizi, nell'agroalimentare. 

È in Piemonte che TIM ha conservato la sede della Olivetti. 

Io credo che la Olivetti, senza la sua terra e la sua gente, sarebbe privata della sua grande bellezza, che è stata e che è ancora oggi. La filosofia di Camillo ed Adriano Olivetti, infatti, rappresenta ancora oggi il futuro. 

Quando l'Ing. Camillo Olivetti scelse Ivrea per impiantare la fabbrica di macchine da scrivere, la scelse anche per la sua gente, oltre che per la bellezza di quelle terre.

Allo stesso modo quando Adriano scelse il territorio campano, fu colpito dalla energia interiore della gente oltre che dalla bellezza dei luoghi. 

Eppure, oggi, molti giovani emigrano, sia dal Sud, che dal Nord. Eppure, molte realtà piemontesi di storica importanza vengono cedute o vivono importanti crisi, esattamente come al Sud.
Eppure, molto benessere visibile solo in apparenza è ancora poggiato su un passato, che non c'è più e che da moltissimi è ricordato con forte malinconia e speranza.

Ma no, "non ho sentito la campana" direbbe Rocky. 

Vedete, cari amici lettori del mio piccolo e modesto blog, ciò che ho capito in questi anni, vivendo ai piedi delle Alpi, è che l'Italia è diventata molto vicina nelle sue sofferenze, è diventata fortemente simile.

Questa somiglianza in essere, io penso, potrà comportare finalmente una unificazione sostanziale e sinergica dei cittadini italiani che, forse, fino ad oggi, in qualche caso, sono stati ancora divisi, lontani, e reciprocamente sospettosi.

Forse è il momento in cui si potrà costruire un Paese unito anche civicamente, e che solidaristicamente, da Sud a Nord e da Nord a Sud, l'Italia reinventerá sé stessa, rafforzata e stimolata anche dalla grande famiglia Europea di cui è membro Fondatore. 

Nuovo Millennio. 

Uniti.

Mirko Marangione 
Napoli, 19 Luglio 2020

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