Quando i cittadini guidano la democrazia. Napoli, i giovani italiani e il referendum 2026.

  Immagine generata con IA Quando i cittadini guidano la democrazia. Napoli, i giovani italiani e il referendum 2026. Lettera aperta. In questa lettera provo a fare un lavoro di coerenza, come cittadino semplice, senza presunzione di esaustività, mettendo insieme un flusso di 19 punti di riflessione personali.   NAPOLI 1.   Dati ufficiali stabiliscono che il No dei cittadini napoletani all'ultimo referendum 2026 è stato il dato più alto d'Italia (oltre il 75%) 2. Il No dei cittadini di tutta la Provincia di Napoli è stato il più alto d'Italia (oltre 71%). 3. Il sentimento democratico descritto nei principi fondamentali della Costituzione italiana ha molta storia nel cuore del popolo napoletano. Il progetto di Costituzione napoletana del 1799 è a mio avviso materno verso la Costituzione italiana. Ne ho scritto sul Nuovo Monitore Napoletano nell’articolo “Forsan et haec olim meminisse iuvabit”. 4 . La Rivoluzione partenopea del 1799, materna verso i partig...

NOn si tocca!

 

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Pur nel rispetto delle opinioni altrui, la mia opinione personale e civica è che la Costituzione non debba essere minata e indebolita nei suoi principi, neanche se i rischi dovessero essere narrati solo come ragionevolmente potenziali o possibili. 

In breve:

Sull'argomento "separazione delle carriere dei magistrati" ne ho scritto in un opinion paper civico del 2022. A mio avviso una riforma in tal senso, potrebbe innescare un processo volto a lesionare gravemente l’indipendenza della magistratura dal potere esecutivo. 

Nel lontano 2009/2010, intercettavo un video online dell’Ill.re Presidente Prof. Gian Carlo Caselli che spiegava agli studenti di Legge la differenza tra “separazione delle funzioni” e “separazione delle carriere”. Mi rimase molto impresso e iniziai a documentarmi. Può dirsi che quel video mi diede l’input per iniziare a rielaborare con grande attenzione i temi della politica, una sorta di “scoperta della luce” fuori dalla caverna del mito di Platone. 

In un articolo comparso anni fa sul Corriere della sera a firma del succitato Presidente, viene spiegato molto bene il concetto di pericolosità della eventuale separazione delle carriere: “Tra ordine giudiziario ed esecutivo, infatti, non esiste un «tertium» dotato di autonomia. E ciò per un ragionamento istituzionale, non certo in base ad arbitrari processi alle intenzioni di questa o quella maggioranza politica contingente. Con il rischio che di indagini sulla corruzione o sulla zona grigia o sui misteri dei servizi deviati non se ne facciano più. Il che, magari, consentirebbe a qualcuno di proclamare la scomparsa della corruzione, delle collusioni con la mafia e delle deviazioni . Ma sarebbe una falsità. Estremamente pericolosa."  

Ed ancora, su “Il fatto quotidiano”, il Prof. Caselli spiegava cosa comporterebbe una eventuale separazione delle carriere: "(…) ovunque nel mondo tale separazione comporta che il governo – di solito il guardasigilli – può dare ordini e direttive al pm: al limite persino quali inchieste non fare e quali invece sì; in tal caso entro quali limiti e nei confronti di quali soggetti e via disponendo. Ordini o direttive cui il pm – per legge! – ha il dovere di ottemperare."

E dunque, immaginiamo un rischio del genere con un Parlamento già dimezzato, con una ipotesi di parlamentari compressi su “diktat” di partito mascherato da moralità verso impreciso e carente programma elettorale, in una ipotetica forma di governo presidenziale (a rischio futuro), con folle "inferocite" dalla mancanza di risposte, o impaurite (al peggio non c’è fine): sarebbe ancora un vivere in libertà e democrazia? Sarebbe ancora un vivere nei principi fondamentali della Costituzione italiana? 

Molto ben fatto un articolo pubblicato su Famiglia Cristiana dalla penna di E.Chiari, che riesce a spiegare in modo semplice argomenti molto complessi. Ecco un estratto: 

"Spesso accade che il dibattito sui temi della giustizia, come affermava Giovanni Maria Flick nell’intervista pubblicata sul numero 21/2021 di Famiglia Cristiana, sulla carta molto tecnici nascondano in realtà divergenze tutte politiche. Il tema della separazione delle carriere, da trent’anni lacerante, è uno di questi: il tema è tecnico, è delicato valutare le conseguenze della riforma, non è qualcosa di cui il comune cittadino possa facilmente afferrare le ricadute al di fuori degli slogan. Ma sono in molti a ritenere che dietro il tema tecnico, ormai statisticamente marginale, di permettere o non permettere a Pm e giudici di passare da una funzione all’altra e quanto, si nasconda in realtà l’intento politico di cominciare da qui per assoggettare progressivamente l’ufficio del Pm all’esecutivo, col risultato che a quel punto sarebbero i Governi a decidere di volta in volta (a seconda del colore e del consenso) quali cassetti un Pm può aprire e quali no.

Ma in questo caso il rischio è che un cittadino, uguale agli altri davanti alla legge secondo l’articolo 3 della Costituzione, possa diventare un po’ meno uguale e che il divario tra potenti e comuni cittadini si stringa o si allarghi, a seconda che il Governo di turno decida che i cassetti del potere possano essere aperti o debbano restare chiusi."

Fonte: https://www.famigliacristiana.it/attualita/separazione-delle-carriere-che-cose-a-chi-conviene-perche-se-ne-parla-akq1h1of

NOTE:

"Separazione delle carriere, che cos'è, a chi conviene, perché se ne parla", E.Chiari, Famiglia Cristiana, 2025:  https://www.famigliacristiana.it/attualita/separazione-delle-carriere-che-cose-a-chi-conviene-perche-se-ne-parla-akq1h1of

G.C. Caselli, su Treccani.it, Treccani - Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. https://www.treccani.it/enciclopedia/giancarlo-caselli/ 

"Carriere separate, le ragioni di un no”, Gian Carlo Caselli, Corriere.it, Corriere della sera, 2020 https://www.corriere.it/opinioni/20_luglio_14/carriere-separate-ragioni-un-no-2c4ef1ae-c5e7-11ea-9728-f13f72535a3f.shtml?refresh_ce

"Separazione delle carriere: giudici e pm hanno già ruoli diversi. Anche se bevono il caffè insieme”, Gian Carlo Caselli, Il Fatto Quotidiano, 2020 https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/29/separazione-delle-carriere-giudici-e-pm-hanno-gia-ruoli-diversi-anche-se-bevono-il-caffe-insieme/5850905/ 

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Di solito si dice in questi casi “Chi vivrà, vedrà...”, ma se sostituissimo questo detto con “chi contribuirà vedrà”, sarebbe decisamente più ottimistico. Più positivo.

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Una mattina mi son svegliato, / o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! / Una mattina mi sono svegliato, / e ho trovato l'invasor.  

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Per sapere di più sul mio opinion paper 2022:

https://www.academia.edu/85470111/CIVIC_CO_PROGRAMMING_ON_ELEMENTS_OF_GENERAL_INTEREST_IN_PARTY_POLITICAL_PROGRAMS_A_possible_method_of_cooperation_in_the_advanced_democracies_of_the_new_millennium?source=swp_share 


Mirko Marangione 

Roma, 21 marzo 2026