Sul termine "Quatergenerazione", riscontro del magazine "Lingua italiana" Treccani sezione Domande e risposte.

DOI di nascita del termine: Marangione, M. (2026). Theoria Structurae Matricis Quatergeneratae (Th.S.M.Q.). Fundamenta in Philosophia Analyseos Technicae Diagrammatum Linearium et Candelarum Iaponicarum (1.0). Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.19653616 Argomento Creare un termine nuovo, secondo regole linguistiche precise, è una responsabilità molto grande che ho vissuto in questi mesi con attenzione. La formulazione è nata dall'esigenza di descrivere un fenomeno specifico per il quale non ho rinvenuto nel lessico italiano corrente un vocabolo idoneo. Dal punto di vista etimologico, il termine deriva dall'unione dell'elemento latino «quater» (quattro volte) e del sostantivo «generazione», con il significato letterale complessivo di «processo di generazione articolato in quattro fasi o stadi generativi o quattro transizioni».  Nel contesto della ricerca citata, il "Principio di Quatergenerazione" indica il principio secondo cui un fenomeno ricorrente e trasver...

Due soli in cielo



Senza di te, sarei caduto talmente tante volte che avrei creato un solco, forse, a forma di vulcano, come spesso si dice di me, vulcanico, ma alla fine sappiamo, che l'energia non è sempre, non è per sempre.

E sempre alla fine, di due occhi lucidi, si sa, che non è mai una vera fine. Cosa è la fine? Di un sogno? Ci sarà un'altra notte. Di un desiderio? Ci sarà un altro giorno. Di un futuro roseo? Arriveremo al giusto luogo, ove far fiorire il nostro giardino e la provvidenza farà il suo operoso lavoro.

Ed allora, ancora una volta, quando tutto sembra scomparire, quando tutti gli sforzi sembrano essere stati vani, quando anche un pugile combattente come me sente l'odore del tappeto, arriva un seme di speranza.

E così accade, a centinaia di migliaia di uomini e donne del pianeta.

È sempre così. È la magia della provvidenza e di chi la manovra. È la magia delle mani, che rifiutano di cadere insieme alla mente, e agiscono.

Certo lo sappiamo anche questo, non tutto ciò che ci sembra bello e perfetto, poi si è rivelato tale.

Ma cosa importa se è vuoto? Cosa importa se non è quello che avevamo immaginato?

È pur un segno, è pur qualcosa, è pur un motivo per continuare a sperare che la vita sia fatta anche di giorni, dall'animo leggero.

E che arriverà il tempo di volare senz'ali e sostenere chi gattona, e si appresta a diventare un uomo.

Mirko Marangione
Cirié, 1 Febbraio 2020