Identità poliedrica e policulturale



Anno di importanti evoluzioni e cambiamenti. Di rientri e progetti. Di bei ricordi e prospettive coraggiose. Per me non è per niente un anno qualsiasi, ma è un anno veramente molto importante.

Forse più importante di quando, da ragazzo, decisi di andare a vivere a Roma. E rimasi in piedi, nonostante tutto.

Forse più importante di quando decisi di andare a vivere a Napoli. E ricominciare da zero a 30 anni.

Forse più importante di quando decidemmo di andare a vivere a Torino e capire da vicino com'è vivere al confine, com'è vivere più verso il centro d'Europa.

Il punto è che mi sono accorto che ovunque sono stato ho lasciato un forte sentimento quando ho trovato bellezza.

Ormai ho capito bene chi sono e, questo capirsi bene, mi sembra l' inizio.

So che non lascerò veramente nessun posto in cui ho trovato, negli occhi delle persone conosciute, umiltà, determinazione, bontà, lealtà, voglia di riscatto, ed irrequietudine, forse la mia stessa irrequietudine, per la costante ricerca di un modo per migliorare la vita di molti.

So che avrò sempre una identità poliedrica e policulturale.

Mi sento, dunque, non un cittadino senza patria, non un cittadino senza meta, ma un cittadino ricco di patrie e di mete.

Cos'è la meta se non un desiderio?

Cos'è la patria se non un sentimento?

Mirko Marangione
18 febbraio 2020

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