Sul termine "Quatergenerazione", riscontro del magazine "Lingua italiana" Treccani sezione Domande e risposte.

DOI di nascita del termine: Marangione, M. (2026). Theoria Structurae Matricis Quatergeneratae (Th.S.M.Q.). Fundamenta in Philosophia Analyseos Technicae Diagrammatum Linearium et Candelarum Iaponicarum (1.0). Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.19653616 Argomento Creare un termine nuovo, secondo regole linguistiche precise, è una responsabilità molto grande che ho vissuto in questi mesi con attenzione. La formulazione è nata dall'esigenza di descrivere un fenomeno specifico per il quale non ho rinvenuto nel lessico italiano corrente un vocabolo idoneo. Dal punto di vista etimologico, il termine deriva dall'unione dell'elemento latino «quater» (quattro volte) e del sostantivo «generazione», con il significato letterale complessivo di «processo di generazione articolato in quattro fasi o stadi generativi o quattro transizioni».  Nel contesto della ricerca citata, il "Principio di Quatergenerazione" indica il principio secondo cui un fenomeno ricorrente e trasver...

Repubblica o Monarchia. Quando il centro nord ha salvato il centro sud.



Quando parliamo del centro-nord, dobbiamo sempre rammentare che ha donato ai cittadini del Sud il più grande dei doni possibili, la Libertà.

Emilia Romagna, Toscana, Venezia Tridentina, Umbria sono state le regioni più rivoluzionarie d'Italia.

Il Piemonte la più coraggiosa, avendo scacciato i propri nobili e con essi i propri privilegi per un' Italia equa e solidale.

Roma, Sud e Isole hanno deluso da sempre i nostri rivoluzionari meridionali, spesso, trattati come criminali da abbattere.

È stato così a partire da Federico II abbattuto dal Papato, Giordano Bruno bruciato vivo dal Papato, Eleonora Pimentel Fonseca impiccata dalla Monarchia dei Borboni, e poi, a seguire, molte altre persone meridionali molto sole e molto coraggiose. 

Non è certo un caso.

La popolazione era sempre, costantemente tenuta nell'ignoranza. I mafiosi locali esistiti dai tempi dei romani, erano la mano violenta dei Conti e dei Marchesi per perpetrare violenze contro dissidenti e persone considerate "pericolose".

Per essere considerati pericolosi bastava avere un libro, bastava osare guardare negli occhi un nobile o un'autoritá, anche per caso. Al sud il "guardare negli occhi" è un pretesto rimasto ancora oggi, specie tra i ragazzini, come motivo per picchiare. 

Le azioni di censura erano alle stelle, persino il commercio e l'industria erano controllati e, pertanto, funzionali e asserventi solo alla nobiltà, per non diventare focolaio di pericolosi discorsi di libertà, eguaglianza, fratellanza, che nutrivano l'utopia degli Intellettuali Illuminati del tempo.

Oggi ricordiamo tutto questo. ❤️🇮🇹🇪🇺



Mirko Marangione
Torino, 2 giugno 2020