Il Terzo Settore nell’era dell’Automazione: la nuova infrastruttura umana a partire dal XXI secolo

Introduzione L’umanità sta entrando in una fase storica nuova, caratterizzata da robotica avanzata, automazione diffusa e intelligenze artificiali sempre più autonome. Nei prossimi anni una parte rilevante del lavoro umano potrebbe essere sostituita da sistemi automatizzati. Davanti a questo scenario, il Terzo Settore non sarà un attore accessorio: sarà il pilastro su cui ricostruire il ruolo sociale, il senso comunitario e la dignità economica delle persone. Per questo il Terzo Settore avrà un compito storico. Dovrà diventare la grande infrastruttura umana capace di accogliere chi verrà escluso dal mercato del lavoro tradizionale: offrendo dignità economica, opportunità reali, formazione continua e soprattutto una comunità. Il nostro dovere, nel terzo settore mondiale, è prepararci da subito e correre più veloci del progresso tecnologico (che già corre velocissimo). Ci troveremo a trasformare l'evoluzione tecnologica in un progresso umano condiviso. La Rivoluzione copernicana Te...

Un giro di pensieri positivi e generativi.




Quando sentiamo dire che per ottenere successo nel business bisogna andare oltre la legge o ai limiti di essa, che bisogna agire in modo egoistico calpestando i piedi altrui, pensiamo a Brunello Cucinelli, Adriano Olivetti, Luisa Spagnoli e tanti altri nel mondo come loro.

Quando già tra i banchi universitari ci suggeriscono di non aiutare il collega perchè "un giorno potrebbe superarti ad un concorso", e così anche nel mondo del lavoro in generale, pensate a come sarebbe bello se il compagno, collega, amico, conoscente, riuscisse in un suo sogno anche grazie al vostro piccolo supporto.

Non esiste miglior vita di una vita generativa.

Tuttavia, non si dovrebbe aspettare troppo a lungo per conquistare i propri sogni o raggiungere i propri obiettivi. Aspettare non sempre è sinonimo di pazienza, a volte è esitazione, strada non completamente corretta, incidenti di percorso.

Inoltre, non esiste una sola strada per il raggiungimento degli obiettivi, dunque, non è vero che la strada per diventare Alfa o Beta o Gamma sia necessariamente quella convenzionale.

Allo stesso tempo non è vero che esiste una età oltre il quale non sia possibile fare determinate scelte e non è saggio aspettarsi che sia qualcun altro ad offrirci la vita che desideriamo vivere.

Infine, la ricchezza. Essa non è determinata dal successo, ma dall'insuccesso che precede il successo.

Vero è che non basta la passione, nè il coraggio, nè la volontà. Serve una sana "ossessione", laddove ossessione in termini positivi può significare l'allineamento di mente e corpo all'obiettivo sino al suo raggiungimento.

Un tale sforzo è possibile, se ben supportato da una dose di positività tale da addolcire i momenti difficili, le porte chiuse, le email dal sapore di galletta di riso.

Ed è questo ultimo punto la colonna portante di tutto quanto sopra. Non si può costruire una vita piacevole e appagante senza positività, pertanto lavorare quotidianamente a questo è fondamento di ogni percorso.

Si può essere positivi e pessimisti? Direi di si. Si può essere positivi e ottimisti? Direi di si.

La positività, dunque, è più profonda dell'ottimismo e prescinde dalla analisi delle cose.

La positività è sostanzialmente energia, ben visibile dallo sguardo. E' magnetica. E' vincente anche quando si sta perdendo una partita o si è persa una partita.

La positività è una fiamma dentro di noi che va curata, alimentata, protetta in ogni fase della vita. E' la fiamma che ci fa alzare da terra o che ci fornisce una prestazione migliore in ogni contesto della vita.

In un certo senso, la positività è uno strumento vincente, ovvero, che vince continuamente.

In un cuore positivo non esistono limiti, non esistono schemi e non esistono divieti.

Ma come si fa a coltivare questa "positività"?

Leggendo libri, guardando cinema, arte, teatro che ci donano strumenti per la consapevolezza di sè e ricchezza, svegliandoci un'ora prima al mattino per dedicare quell'ora alla meditazione di pensieri positivi e dedicare l'ultima mezzoretta prima di dormire a fare un bel cerchio di pensieri positivi.

 In verità, la benzina per questa fiamma è infinita, ecco perchè infinito e positività trovano un ponte di comunicazione diretta.

La positività è la concretizzazione dell'infinito, dunque, un cuore e una mente infiniti sono per natura positivi.

Dal momento che cuore e mente esistono in ogni essere vivente, la positività è una energia potentissima in possesso di ogni individuo. Varia solo la consapevolezza di ogni individuo di poterla utilizzare per la realizzazione dei propri desideri positivi, varia altresì la volontà consapevole di utilizzarla ed arricchirla ogni giorno.

Ogni giorno è una scelta consapevole e ne siamo unici responsabili.


Roma, 27 luglio 2024

Mirko Marangione